è stato un brutto periodo. Molto brutto.
Avevo trovato un barlume di speranza ma anche questa, ben presto si è rivelata solo un flash fastidioso ma sono di nuovo in barca.
Mi scuso perché avrei potuto scrivere due righe, come avviso, come saluto.. Però ci sono dei momenti nella vita in cui tutto risulta superfluo.
Comunque, ho un sacco di nuove cose di cui parlarvi e raccontarvi.
Ho scoperto per esempio, tante erbe e piante che non conoscevo approfonditamente.
Ho camminato, sono pure dimagrita un filino e sono cresciuta tanto.
Ed ho ritrovato molte cose, alcune che credevo perse per sempre.
è stato duro ma positivo, in fondo.
Per ora, timidamente, condivido con voi questo pensiero...
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venerdì 27 giugno 2014
domenica 11 maggio 2014
La festa in cui sono io.
Allora, mamme, ce l'abbiamo fatta anche quest'anno?
Ci siamo riuscite ad essere le festeggiate?
Io in questi giorni sto facendo una gran fatica ad essere obbiettiva. O meglio, poiché scritto così non è molto chiaro...
Siccome sono una persona molto obbiettiva e acuta sto facendo fatica ad essere me stessa.
Pare che il mondo si divida in menefreghisti (oppure gente che lascia CORRERE...) o in puntigliosi.. Ovvero gente che non te ne fa scappare una.
Io mi sono sempre mossa, all'incirca, nel mezzo.
Ultimamente detesto chi, invece, lascia che le cose gli accadano, gli si spalmino addosso come se fossero al cinema e quello che accade fosse una finzione.
Sono una mamma troppo precisa.
Puntigliosa.
Una gran rompi scatole, per dirla tutta.
Per questo oggi, più che mai, il mio pensiero è per mia figlia.
Chiedo alla mia piccola di perdonare tutti i miei difetti, perché ciò che faccio ha un unico obbiettivo, il suo bene.
Ci siamo riuscite ad essere le festeggiate?
Io in questi giorni sto facendo una gran fatica ad essere obbiettiva. O meglio, poiché scritto così non è molto chiaro...
Siccome sono una persona molto obbiettiva e acuta sto facendo fatica ad essere me stessa.
Pare che il mondo si divida in menefreghisti (oppure gente che lascia CORRERE...) o in puntigliosi.. Ovvero gente che non te ne fa scappare una.
Io mi sono sempre mossa, all'incirca, nel mezzo.
Ultimamente detesto chi, invece, lascia che le cose gli accadano, gli si spalmino addosso come se fossero al cinema e quello che accade fosse una finzione.
Sono una mamma troppo precisa.
Puntigliosa.
Una gran rompi scatole, per dirla tutta.
Per questo oggi, più che mai, il mio pensiero è per mia figlia.
Chiedo alla mia piccola di perdonare tutti i miei difetti, perché ciò che faccio ha un unico obbiettivo, il suo bene.
venerdì 9 maggio 2014
La mamma è gatta.
Scarlett viveva in un'autorimessa abbandonata nell’East Side dove, il 30 marzo 1996, scoppiò un
incendio. Quando arrivarono i pompieri, uno di loro, David Giannelli,
trovò nell’erba tre micini allineati, e poi ne scorse altri due. A pochi
metri di distanza c’era invece la giovane madre. Raccontò: “Aveva gli
occhi chiusi per le vesciche, la bocca, le orecchie e il muso ustionati,
la pelliccia molto malridotta. Le zampe erano ricoperte di spesse
croste che parevano fuliggine. Ma era viva.”
Scarlett, allo scoppio dell’incendio, si era precipitata
nell’autorimessa, ed era andata avanti ed indietro cinque volte per
trasportare tutti i cuccioli fuori, correndo sui tizzoni ardenti e
vedendoci sempre meno.
Quando David la depose in una cassa insieme ai cinque gattini (di quattro settimane), “la gatta, non vedendoci, li contò toccandoli con il muso” e, quando si accorse che c'erano tutti e 5, finalmente si tranquillizzò e iniziò a fare le fusa.
David Giannelli (che disse: “Tutti qui sanno che qualsiasi cosa posso fare per gli animali, lo faccio...) la portò immediatamente alla North Shore Animal League di Port Washington, a Long Island. I veterinari la trovarono così: Scarlett aveva le palpebre interne molto gonfie, l’epidermide gravemente ustionata, parte del pelo bruciata, i cuscinetti delle zampine ustionati, come pure le orecchie e le mammelle. Le sue possibilità di sopravvivenza erano incerte, come quella di tornare a vedere.
I medici la misero in una camera iperbarica con i suoi piccoli, ed un’altra volta lei li contò con il muso e poi li leccò tutti: alla fine, si distese su un fianco e li allattò, lasciandoli succhiare il latte dalle mammelle ustionate.
Tutti i mici, mammina compresa, si sono poi salvati.
Quando David la depose in una cassa insieme ai cinque gattini (di quattro settimane), “la gatta, non vedendoci, li contò toccandoli con il muso” e, quando si accorse che c'erano tutti e 5, finalmente si tranquillizzò e iniziò a fare le fusa.
David Giannelli (che disse: “Tutti qui sanno che qualsiasi cosa posso fare per gli animali, lo faccio...) la portò immediatamente alla North Shore Animal League di Port Washington, a Long Island. I veterinari la trovarono così: Scarlett aveva le palpebre interne molto gonfie, l’epidermide gravemente ustionata, parte del pelo bruciata, i cuscinetti delle zampine ustionati, come pure le orecchie e le mammelle. Le sue possibilità di sopravvivenza erano incerte, come quella di tornare a vedere.
I medici la misero in una camera iperbarica con i suoi piccoli, ed un’altra volta lei li contò con il muso e poi li leccò tutti: alla fine, si distese su un fianco e li allattò, lasciandoli succhiare il latte dalle mammelle ustionate.
Tutti i mici, mammina compresa, si sono poi salvati.
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martedì 4 febbraio 2014
Sarà il tempo?
Sarà questo tempo grigio e piovoso che porta disastri e devastazioni, sarà il mio strano e fastidioso mal di schiena, sarà che sono stanca e non dormo un cribbio per merito del piccolo dell'appartamento a fianco (con mia figlia mai fatte tante notti insonni!)...
Sarà ma sono pessimista ultimamente.
I corsi proseguono bene, le mie giornate sono sempre le solite, la mia creatura sta divinamente ma ho sempre più l'imp0ressione che qualcosa non vada nel verso giusto. Non so come spiegarvi.. è come quando si esce di casa, in una tersa mattina d'inverno e si pensa.. "C'è odore di neve!".. Ecco, sento odore di qualcosa.
E questo qualcosa non mi ispira fiducia.
Sarò io, che appunto non sono in forma smagliate ma ho questa cosa addosso che non mi molla da un pò di giorni..
Nel fra tempo, comunque, ne abbiamo fatte di cotte e di crude.. Soprattutto crude a dire il vero.
Picci venerdì scorso ha passato la sua prima notte fuori a casa di amici.
O___O Io con la faccia semi distrutta dal panico per almeno 15 minuti. Poi mi sono addormentata da madre stanca morta e in fin dei conti fiduciosa.
Eravamo andate a trovare Ricky e Sophie, due compagni d'asilo di Picci, per una pizzata in amicizia con la loro mamma Fernanda (si, la stessa di cui ho parlato nel precedente post, quello sul Mate!). Che buona la pizza fatta in casa e condivisa. Che piacere semplice e sublime.
Che calore al cuore.
Ebbene, dicevo.. Alla fine della serata.. Circa alle 21:20 la crisi.. "Non voglio andare via!" e l'offerta "Ma falla rimanere qui! Vuoi Picci?" .. "Siiii!! Dai mammy!!"..
E così alle 21:45 mi sono scollata e l'ho lasciata a dormire a casa loro.
Beh, posso essere poco materna? Mi ha fatto bene. Sia dentro che fuori.
Per assurdo mi ha allentato l'ansia e mi ha resa più sicura di me come madre.
Ed ha fatto bene anche a lei. Si vede da come mi abbraccia, da come mi cerca.
Spesso concedere piccole libertà unisce invece che dividere.
Sarà ma sono pessimista ultimamente.
I corsi proseguono bene, le mie giornate sono sempre le solite, la mia creatura sta divinamente ma ho sempre più l'imp0ressione che qualcosa non vada nel verso giusto. Non so come spiegarvi.. è come quando si esce di casa, in una tersa mattina d'inverno e si pensa.. "C'è odore di neve!".. Ecco, sento odore di qualcosa.
E questo qualcosa non mi ispira fiducia.
Sarò io, che appunto non sono in forma smagliate ma ho questa cosa addosso che non mi molla da un pò di giorni..
Nel fra tempo, comunque, ne abbiamo fatte di cotte e di crude.. Soprattutto crude a dire il vero.
Picci venerdì scorso ha passato la sua prima notte fuori a casa di amici.
O___O Io con la faccia semi distrutta dal panico per almeno 15 minuti. Poi mi sono addormentata da madre stanca morta e in fin dei conti fiduciosa.
Eravamo andate a trovare Ricky e Sophie, due compagni d'asilo di Picci, per una pizzata in amicizia con la loro mamma Fernanda (si, la stessa di cui ho parlato nel precedente post, quello sul Mate!). Che buona la pizza fatta in casa e condivisa. Che piacere semplice e sublime.
Che calore al cuore.
Ebbene, dicevo.. Alla fine della serata.. Circa alle 21:20 la crisi.. "Non voglio andare via!" e l'offerta "Ma falla rimanere qui! Vuoi Picci?" .. "Siiii!! Dai mammy!!"..
E così alle 21:45 mi sono scollata e l'ho lasciata a dormire a casa loro.
Beh, posso essere poco materna? Mi ha fatto bene. Sia dentro che fuori.
Per assurdo mi ha allentato l'ansia e mi ha resa più sicura di me come madre.
Ed ha fatto bene anche a lei. Si vede da come mi abbraccia, da come mi cerca.
Spesso concedere piccole libertà unisce invece che dividere.
Ed ora sotto coi punti molli (link ad un bellissimo corso di cucito on line) che sono noiosissimi ma anche molto rilassanti.. Ti lasciano il tempo per riflettere, loro, tutti uguali e precisi ti fanno apprezzare ogni piccola cosa.
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lunedì 8 ottobre 2012
Il coraggio di essere me stessa.
Oggi ho salutato una persona a cui tenevo molto.
Strano a dirsi perchè la conoscevo da poco ma tant'è.
Questa persona, in rispetto alla sua idea di "sincerità senza macchia e senza paura", io credo, mi ha offesa molto profondamente.
Lo aveva fatto già tempo fa, motivo per il quale avevo tagliato i ponti per mesi (ma si sa, se una persona ti piace a volte chiudi il discorso e via!), perchè leggendo un mio post sul vecchio blog, gogliardico e di parecchi anni prima, mi aveva chiesto se per me il fatto che un uomo avesse i soldi fosse il motivo per cui mi interessava (l'aveva chiesto con una domanda posta offensivamente, che dava adito al fatto che fossi una donna moralmente eccepibile!) e si era offesa, questa persona, perchè io gli avevo mandato un messaggio in cui le "vomitavo addosso" insulti.. Cosa tra l'altro assurda poichè io non insulto ma di solito "arringo aggressivamente" se e quando fosse il caso.
Ora l'ha ri fatto, in maniera diversa ma sempre offendendo la mia sensibilità più intima e il mio lato fanciullesco ed ingenuo.
Mi è parso d'obligo sottolineare che ho diritto a rispetto e accettazione per quella che sono e per i miei gusti.
Ma una cosa del genere non dovrebbe essere ovvia ed universalmente accettata?
Perchè siamo ancora fermi qui, alla mancanza di considerazione per i sentimenti altrui?
Ma non nè infantile offendere il prossimo e poi ironizzarci pure sopra?
Ed in ogni caso.. Non è mancanza di educazione (basilare) rifiutare un oggetto porto in dono perchè non piace?
Non lo so, chiedo a questo punto, perchè a casa mia si usa che ogni regalo è una cosa che qualcuno fa a te come gesto positivo e quindi va accolto ed accettato con gratitudine, anche se il giorno dopo lo si recicla alla vecchia zia (rifugio di tutti i regali sbagliati del mondo!)..
Ma da quando si usa rifiutare un presente via mail o sms? Senza il minimo rispetto, tra l'altro...
Ma chi da a queste persone il permesso di offendere il loro prossimo senza la minima considerazione come fosse un insensibile sasso senza cuore, aspettative, desideri, sensazioni?
Meglio sola, nel mio eremo, che con accanto gente che non si cura di farmi del male..
Come se fare del male fosse giustificabile da qualche motivo, tra l'altro.
Cercasi neuroni sensibili e dinamici con cui intavolare un discorso sul tema. :(
Strano a dirsi perchè la conoscevo da poco ma tant'è.
Questa persona, in rispetto alla sua idea di "sincerità senza macchia e senza paura", io credo, mi ha offesa molto profondamente.
Lo aveva fatto già tempo fa, motivo per il quale avevo tagliato i ponti per mesi (ma si sa, se una persona ti piace a volte chiudi il discorso e via!), perchè leggendo un mio post sul vecchio blog, gogliardico e di parecchi anni prima, mi aveva chiesto se per me il fatto che un uomo avesse i soldi fosse il motivo per cui mi interessava (l'aveva chiesto con una domanda posta offensivamente, che dava adito al fatto che fossi una donna moralmente eccepibile!) e si era offesa, questa persona, perchè io gli avevo mandato un messaggio in cui le "vomitavo addosso" insulti.. Cosa tra l'altro assurda poichè io non insulto ma di solito "arringo aggressivamente" se e quando fosse il caso.
Ora l'ha ri fatto, in maniera diversa ma sempre offendendo la mia sensibilità più intima e il mio lato fanciullesco ed ingenuo.
Mi è parso d'obligo sottolineare che ho diritto a rispetto e accettazione per quella che sono e per i miei gusti.
Ma una cosa del genere non dovrebbe essere ovvia ed universalmente accettata?
Perchè siamo ancora fermi qui, alla mancanza di considerazione per i sentimenti altrui?
Ma non nè infantile offendere il prossimo e poi ironizzarci pure sopra?
Ed in ogni caso.. Non è mancanza di educazione (basilare) rifiutare un oggetto porto in dono perchè non piace?
Non lo so, chiedo a questo punto, perchè a casa mia si usa che ogni regalo è una cosa che qualcuno fa a te come gesto positivo e quindi va accolto ed accettato con gratitudine, anche se il giorno dopo lo si recicla alla vecchia zia (rifugio di tutti i regali sbagliati del mondo!)..
Ma da quando si usa rifiutare un presente via mail o sms? Senza il minimo rispetto, tra l'altro...
Ma chi da a queste persone il permesso di offendere il loro prossimo senza la minima considerazione come fosse un insensibile sasso senza cuore, aspettative, desideri, sensazioni?
Meglio sola, nel mio eremo, che con accanto gente che non si cura di farmi del male..
Come se fare del male fosse giustificabile da qualche motivo, tra l'altro.
Cercasi neuroni sensibili e dinamici con cui intavolare un discorso sul tema. :(
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