Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta tristezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tristezza. Mostra tutti i post

giovedì 3 aprile 2014

"Non esiste nessun oggetto al mondo che sia isolato".

..e poi scopri, casualmente, che il Professor Del Giudice è morto.
No, dico, fanno chiasso per cavolate gossip di nessuna importanza e non dicono che è mancato uno degli scienziati più geniali e generosi d'Italia?
Siamo proprio un Paese di allocchi!
Ci rigirano come vogliono, con l'aiuto dei media riescono a farci credere importante che il calciatore X è in crisi con la velina Y e noi tutti ad indignarci!!!
.. e poi ci si chiede il perché le cose vadano male e l'Italia sia in crisi!!!!
Se invece di interessarsi alle cose serie, almeno nel 50% delle volte, la nostra attenzione è dirottata sempre su fatti vuoti e vacui dove crediamo di andare???

http://www.ilcambiamento.it/medicina/emiliodelgiudice.html


Vi consiglio caldamente di guardare i suoi video, sono illuminanti.
Questo che vi ho postato in modo particolare.. Ma tutti i suoi studi.. Che dire della "MEMORIA DELL'ACQUA"??? Qui video --> http://youtu.be/LDYjQ4qHfM8
Qui articolo --> http://www.progettomeg.it/memoriacqua.htm
Qui un ricordo --> http://22passi.blogspot.it/2014/02/ricordiamo-emilio-del-giudice.html

Addio Professore e grazie, per aver amato tanto il suo lavoro e soprattutto per essere stato un divulgatore tanto capace e disponibile.
Grazie per aver stimolato la mia curiosità. :)

domenica 13 ottobre 2013

L'iphone che nuota.

Una delle regole "magne" di casa mia è che il cellulare della mamma non si usa in bagno.
Questo per due motivi.. 3 anni fa avevo detto prematuramente addio al mio Nokia 5800 Express Music, che amavo alla follia, causa scivolamento nel lavello mentre lavavo i piatti e chiaccheravo con mia sorella.
E, cosa non marginale, le manine Sante delle bimbe di 4 anni sono poco affidabili anche coi peluches, figuriamoci con un telefonino di forma "sdrucciolevole".
Da quel dì le regole, poche ma ferree, avevano subito un incremento riguardo agli apparati tecnologici.

Venerdì sera, causa scarsa ricezione televisiva (sai la novità!), la piccola mi aveva chiesto di poter vedere la puntata dei "Cuccioli" sul mio telefonino.
Accordata la cosa e sistemato l'apparecchio mi ero messa a cucinare.

L'epilogo è facilmente intuibile. Una bimba di 4 anni, un iphone, un bagno e "mi scappa la pipì mamma!".. Io che non mi rendo affatto conto che in bagno c'è andata col cellulare finché non la vedo tornare in lacrime.

E così pagherò ancora per diverse rate il mio fantastico cellulare alla H3G senza poterne usufruire.

A niente sono valsi i consigli pratici tipo:
- Spegnere il cellulare (era già spento appena recuperato)
- togliere la cover
- ascugarlo accuratamente (con una salvietta o qualsiasi stoffa/carta assorbente di abbia per le mani prestando molta cura alle fessure degli spinotti e pulsanti vari)
- Infilarlo in un sacchetto di plastica, dipo quelli gelo con la chiusura o ben annodati dopo, pieno di riso ed attendere almeno 36 ore.

Nulla, dicevo, è servito anche perché la fatidica e dolorosa (al vederla)spia rossa è bella evidente, segno che il danno è grave.

Su questo sito trovate una guida e spiegazioni dettagliate sulle manovre di salvataggio.

Ora che fare? Lunedì andrò a consultarmi con dei tecnici in un negozio Apple ma temo che tutte le foto eccetera siano andate perdute.
L'unica speranza è che il pc, che non è molto in forma e sarebbe da mandare in assistenza, conservi il materiale di cui avevo fatto il back up un mesetto fa (e sul quale back up c'erano stati dei problemi legati al pc che dichiara memoria piena avendo ancora 100 mb liberi...).
In ogni caso serve un nuovo iphone e siccome finirò l'anno prossimo di pagare questo mi pare del tutto fuori luogo acquistarne un altro.

Questa settimana ho anche distrutto un paio di cose minori, di cui alla fine non mi interessa molto..
Fatto sta che oggi vado in Chiesa a farmi Benedire. Ecco.

giovedì 28 marzo 2013

Pasqua passa in fretta!

Oggi sono nervosa. La piccola è a casa ed ha già devastato l'appartamento, rompendomi un paio di cose, una in particolare, a cui tenevo.
Ci vorrebbe una colf che ti fa tutto mentre tu le tieni gli occhi puntati addosso.
..e di conseguenza io divento la cattiva, urlo, metto in castigo e butto via tutti gli oggetti che sparge sul pavimento, senza nessun rispetto, camminandoci poi sopra come fosse normale, dovuto.
Tutti atteggiamenti che odio e che ho sempre rigettato con durezza.
Certo, lei vorrebbe che io le dedicassi tutto il tempo, che non facessi altro che giocare con lei come succede all'asilo ma io ho da fare e non debbo sentirmi in colpa se debbo cucinare o lavare i piatti!
Mi fa vivere con l'angoscia dell'imperfezione, come se fosse sempre colpa mia e io, madre degenere, la trascurassi.
Poi parlo con le altre che mi domandano come faccio a farle fare tante cose, a portarla di qua e di là, ad inventarmi giochi e modi giocosi per insegnarle a vestirsi, piuttosto che a lavarsi i denti o il visino da sola. Mi impegno ma non basta e questo mi sfinisce.
Che fatica fare la mamma e poi sentirsi anche criticare!
Ora sono anche triste, perché non trovo vie d'uscita ed ho finito la voglia di spiegarle per la centesima volta che i pastelli a cera vanno riposti nell'asctuccio birichino se no camminando posso scivolarci sopra e farmi male, come già successo.

domenica 24 febbraio 2013

Delusione gastronomica.

Sono relegata a casa di mia madre, malata, con la piccolina, malata anch'essa.
La connessione via cellulare e opzionale.
Nevica tanto qui, bianchissimi fiocchi che accompagnano la mia malinconia.
Sento la mancanza di casa mia, dei miei gatti, del lettone.
Dell'odore di casa mia.

Ma questa profonda delusione ve la debbo comunicare.
Giovedì scorso, dopo una giornata densa di impegni e di sali scendi umorali ho deciso di andare a trovare i miei gelatai di fiducia.
Questa gelateria, storica nella mia zona, ha circa 50 anni ed è gestita dai figli del primo proprietario.
Fanno un gelato incredibilmente buono.
Gusti originali ma rotondi, corposi, appaganti.. Anche, e soprattutto, con un occhio al gelato per gli intolleranti o i vegetariani.
Squisitezze ricercate come il fondente 90% con pere Abate caramellate o il "tutto riso" fatto con quel tipo di latte, riso lessato in chicchi e canditi fatti da loro.
Entriamo, con l'acquolina, aspettandoci la solita coppa da 2,50€, gigante. Un pasto godurioso.
..Il primo passo oltre la soglia ci lascia basite. Tutto l'arredamento è cambiato, o meglio, sono cambiati i colori e alcuni particolari ma tanto fanno questi rimaneggiamenti. Saluto il titolare, facendogli i complimenti poiché effettivamente l'arredamento anni '70 era usurato e spoglio, anche se pulito.. E scopro il dramma.
Non fanno più gelati.
Attimo di dolore profondo.
"I gelati non vanno più, cara. Noi li facevamo senza lesinare sulla qualità e oramai la gente preferisce il confezionato, costa meno."
Dolore davvero. Per tutto quello che questo significa, oltre alla perdita di una professionalità e una storia, oltre alla perdita di una memoria, oltre alla sconfitta economica ora la mia gelateria del cuore è un bar. Senza nessuna connotazione particolare. Chiude alle 20. Apre alle 8. Fine.
Un mare di ricordi, dall'infanzia in poi, un luogo d'incontro per le mamme del quartiere che portavano tutta l'estate i bimbi a fare merenda. Un luogo tranquillo e sereno.
Cose che si perdono e uniformano in quello che è il trend economico attuale.
Mia figlia ci è rimasta molto male ma quello che mi ha detto è stato: "dai mammina, sorridi!" dovevo avere la faccia triste.
Ci siamo attardate a chiaccherare con il proprietario, è arrivato il fratello, caro amico che come mi vedere capisce l'andazzo e mi fa segno di andare di là in rosticceria.
Arrivo, mi sorride e dice solo: "andiamo male, stiamo cercando di.. salvarci.". Era chiaro, era scontato. è difficile da dire e da accettare, perché certe cose sono lì da sempre, sono un punto fisso e non dovrebbero scomparire per necessità, non dopo una vita di sacrifici.

Ed altre due donne sono state vittima di femminicidio, una lotta ancora a dire il vero e spero con tutto il cuore che si salvi.
Ed altri uomini non sono stati capaci di dialogare ma si sono avvalsi della facoltà di far tacere. Per sempre.
Che tristezza nel cuore.

sabato 12 gennaio 2013

Che bello, andiamo in bici?

Questa mattina mi sono svegliata tardi e mi sono subito decisa: sarei andata dalla sarta in bicicletta.
Faccio passare le poche ore che mi dividono dal pranzo, mando qualche mail e via!
Scendo, ripulisco la sella, sblocco le 3 catene che ne salvaguardano la sicurezza e parto.
Dopo 7 minuti ero di nuovo sotto la tettoia a ri incatenare l'amabile mezzo di locomozione.
Nel lasso di tempo in cui sono uscita dal cortile ben 3 macchine mi hanno: tagliato la strada superandomi e poi svoltando senza freccia a destra, con un'abile mossa un deficiente in suv è uscito da un parcheggio lungo la carreggiata mentre arrivavo rischiando di farmi diventare un hamburger e il terzo ha visto bene di non darmi la precedenza sfrecciandomi ad 1 metro scarso dalla ruota davanti.
Quindi mi sono chiesta: Perché voglio suicidarmi oggi? E sono tornata a casa, ho preso l'auto e sono arrivata sana e salva da Cristina.
Questa è la realtà dei fatti a Milano.
O vai in centro con l'elicottero e ti fai calare nella ZTL a cavalcioni di una bici o rischi la vita ogni 5 metri di strada.
Inutile raccontare panzane, se non fanno le piste ciclabili e se i cittadini non osservano l'uso delle stesse esclusivamente per le bici (e non per scooter e moto!!) non si può girare tranquilli in mezzo al traffico, almeno, secondo la mia modesta opinione di ciclista milanese.

Bene, ammesso e non concesso che siate dei temerari e facciate il vostro bel tragitto in bici (nella mia zona, la 8), arrivate a destinazione ed inizia il dilemma: dove la incateno?
Al palo? Difficile incatenare tutte e due le ruote (le rubano), il manubrio (come prima), il telaio e poi girare comodamente con un sellino in borsetta! -.-'
Si perché non è più come una volta, le smontano ora le bici e prendendo un pezzo qui e uno là si ricostruiscono la loro Frankestein a due ruote in casa, tipo kit di montaggio!
Evoluzione della specie.

Quindi ripensandoci la mia bella Rossignoli, che anche se datata pare nuova, finisce sempre incatenata sotto la tettoia delle biciclette, tutta sola soletta in attesa di un mondo migliore.
Con buona pace della sottoscritta che tanto gradirebbe usarla!

Certo, si potrebbe obbiettare che c'è il parco a soli 7km ma 1, bisognerebbe trovare 2 ore per andare, tornare e girare in loco, e 2 ci sono i lavori per la metrò 5 che bloccano la zona e i km per raggiungere l'oasi di verde diventano 12 ed ovviamente tutto il traffico è dirottato su quella percorrenza.. Indi per cui.. Lo smog, parlare di polvere è troppo ancestrale, ricoprirà il rosso della mia bici fino almeno a fine 2015.. O almeno che iniziative come queste non prendano davvero piede.

lunedì 24 settembre 2012

..Altro non vedo e non so..

Vinicio Capossela
Album: Da solo.

NON C'è DISACCORDO NEL CIELO.

Non c'è disaccordo nel cielo
né nuvole gonfie o mistero
né pacchi né stupri né soglie
né stanze svuotate d'addio

Solo tutte le lacrime avute
quando siamo stati migliori
e la grazia e l'oscuro segreto
ci scrosta nell'oscurità

A volte non vedo nel cielo
che nuvole gonfie e mistero
e salendo nel vapore leggero
altro non vedo e non so

Né anime bianche né salmi
che cantino gloria con noi
né vecchi compagni né amanti
che dividano il cielo con noi

Così resto solo col cielo
e altro non vedo e non so
ma se tutto è nascosto nel cielo
al cielo io ritornerò

Ma se tutto è nascosto nel cielo
al cielo io ritornerò..


Mal di testa tremendo.
Poco sonno, tanto dolore.

giovedì 13 settembre 2012

Liberia, il 40% delle foreste vendute alle compagnie private del legno - Il Fatto Quotidiano

Liberia, il 40% delle foreste vendute alle compagnie private del legno - Il Fatto Quotidiano

Il Fatto Quotidiano da questo triste annuncio, la presidentessa non ché premio Nobel per la pace, della Liberia si è resa conto che chi di dovere aveva svenduto quasi la metà del patrimonio forestale del paese, per scopo di lucro. Che tristezza.
Il dio soldo non tiene conto di nulla, nemmeno dell'aria che respiriamo.

..per tirarmi su, fra una pentolata di detersivo per i panni e l'altra, ho deciso che volevo provare (di nuovo) a fare la pasta modellabile tipo DIDò per mia figlia, che tanto l'aveva gradita oggi durante il suo primo giorno d'asilo.
Ho trovato sul blog ORTOBELLO ROAD, una ricettina fantastica e facilissima che mi sono apprestata a fare. Dopo cena mi cimento, visto che per ora ho messo solo a cuocere qualche verdurina!!! :D
Vi consiglio vivamente di andare a darvi un'occhiatina... QUI il link diretto.

Cito una parte per incuriosirvi...
"La pasta modellabile piace tantissimo ai bambini ed è un ottimo anti-stress per gli adulti.
Realizzarla in casa è estremamente facile. Gli ingredienti sono poco costosi (non più di €0,50/chilo di pasta modellabile). Noi ci siamo cimentantati utilizzando come coloranti gli ortaggi dell'orto ma si possono usare anche i coloranti per alimenti che si trovano già pronti in commercio.
Il risultato una pasta modellabile sofficissima, con colori naturali, leggermente profumata, non tossica se ingerita ... e naturalmente tutta BIO!"


Veniamo ad oggi, dunque... Primo giorno di scuola materna.Impressioni, ottime. La piccola prima tesissima (ha pianto da come ha aperto gli occhi fino al portone della scuola) salvo iniziare a sorridere col primo passo nel cortile.
Appena entrata nella classe Verde, scena muta ma poi, piano piano, le cose si sono andate sciogliendo come neve al sole. Dopo un ora e mezza era bella tranquilla che giocava con gli altri.
Quando l'ho portata a casa era soddisfatta, eletrizzata e stanca.
Vedremo domani.